I Dalit continuano a soffrire la sete perchè "intoccabili"

16/06/2009

 

Nel villaggio di Salgunda, situato nella regione di Sindhanur, sono centinaia le famiglie “dalit” (intoccabili) disperate per la mancanza di acqua potabile dal momento che le caste superiori monopolizzano i pozzi e mettono ancora in pratica il concetto di intoccabilità.

I pozzi comuni dei villaggi sono riservati esclusivamente alle caste superiori mentre ai dalit è vietato usufruirne.

I dalit devono aspettare delle ore prima che un membro delle caste superiori abbia pietà e riempia un paio di recipienti d’acqua per loro; e anche questo può succedere solo nel caso in cui vengano umilmente supplicate dai sottocasta, e non altrimenti.

A volte i dalit devono stare seduti ad aspettare tutto il giorno prima che qualcuno abbia pietà e versi loro un po’ d’acqua e, afferma Durugamma : “può capitare di andarcene via senza neanche un contenitore di acqua pieno”.

Nonostante “l’intoccabilità” sia stata proibita, in realtà questo avviene solo su carta, dal momento che in questo villaggio il “Tahsildar” (funzionario pubblico locale), i funzionari di previdenza sociale e persino gli agenti di polizia chiudono un occhio di fronte all’atteggiamento disumano delle caste superiori.

Molti cittadini coscienziosi hanno denunciato il comportamento negligente dell’amministrazione del villaggio prendendo iniziative contro tale consuetudine. Ma nulla è stato fatto finora per debellarla.

Approvvigionamento temporaneo

Quattro mesi fa nel villaggio è scoppiata un’ epidemia di gastroenterite e l’intera popolazione ha dovuto sottoporsi ai relativi trattamenti nei principali centri ospedalieri, pubblici e non, di Salagunda. Il governo “Panchayat” (sistema di amministrazione locale dei villaggi) e i funzionari del Panchayat Raj hanno provveduto temporaneamente a fornire l’acqua ma non si sono preoccupati di trovare una soluzione permanente al problema.

800 mila rupie in banca

Secondo il programma di assicurazione del lavoro, è stata stanziata la somma di 800.000 rupie indiane (12.000 Euro) per fornire acqua potabile al villaggio. Un anno fa i funzionari del governo Panchayat hanno annunciato che era stato acquistato un terreno per la costruzione di un serbatoio. Tuttavia fino ad oggi tale progetto non ha visto alcun progresso.

Gli abitanti del villaggio sono dell’opinione che le ragioni per cui non è stato portato avanti il progetto siano imputabili al conflitto interno tra i leaders politici e al loro egoismo.

Giovani e organizzazioni si sono uniti per dare vita a una protesta, che si terrà il 25 maggio, contro il comportamento negligente dei funzionari.
L’ intenzione è quella di assediare l’ufficio della presidenza Panchayat finchè non sarà ottenuta un’azione immediata.

Articolo pubblicato sul quotidiano indiano “Deccan Herald” del 24 maggio 2009 .
Traduzione a cura di Leanna Catalano –Assefa Alessandria-

 

 

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