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India -Testimonianza medico indiano sulle carovane a causa del coronavirus

31/03/2020

 

in India a causa della chiusura di quasi tutte le attività dovuto al coronavirus, molte famiglie residenti nelle grandi città quali Mumbay, New Delhi, Calcutta, Chennai, Bangalore, non trovando più il lavoro giornaliero che permetteva loro di sopravvivere, tornano nei propri villaggi di origine e non potendo farlo con i mezzi di trasporto, formano carovane di migranti che percorrono chilometri e chilometri a piedi dormendo sul ciglio della strada e portandosi in spalle i loro pochi beni. A loro viene fornito del cibo da parte di organizzazioni private, Caritas e ONG.
Tra i privati che aiutano queste persone nella loro migrazione c'è Shibal Bhartiya che è una donna medico e questo è un suo racconto:

Grahsmi e io stavamo tornando in auto dopo l'ennesima giornata che ci aveva lasciato stanchi e morti quando improvvisamente vedemmo una famiglia camminare sulla strada NH8.
Grashmi accostò sul ciglio della strada e chiesi loro se volevano qualche biscotto e qualche bottiglia d'acqua.
La madre rispose per il resto della famiglia: "No , disse, ne abbiamo a sufficienza". Il padre confermò a sua volta riecheggiano le parole della donna HAI DIDI , KAAFI HAI,KISI AUR KO DE CENA.
La bambina vestita di bianco, Sapna, sorrise felice.
Biscotto HAI KYA ?
Scendemmo dall'auto e offrimmo i biscotti alla bambina. E suo fratello, Raj, vestito di viola, ne desiderò uno anche lui. Gli altri non li vollero.
Se mai un giorno volessi pensare a qualcosa di bello al mondo e di dignitosamente composto non posso non pensare al viso di questa giovane donna che procedeva verso casa con speranza e forza interiore portando sul suo capo tutto ciò che possedeva.
Lei, con i suoi quattro bambini, percorreva un lungo tragitto per raggiungere da Nuova Delhi il suo villaggio vicino a Raipur , nel Madhya Pradesh.
Lei non accetterà nulla di più di quanto abbia già a sufficienza, sorriderà sempre e insegnerà ai suoi bambini a fare altrettanto.

 

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